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CHI ERA PIETRO DELLA VALLE
SIN
DAI TEMPI LONTANISSIMI, L'ITALIA VANTA NUMEROSI E GLORIOSI VIAGGIATORI,
GRAN PARTE DEI QUALI, SENZA AIUTO ALTRUI, MA ATTRAVERSO LA LORO VOLONTA'
ED IL CORAGGIO, SI AVVENTURARONO ALLA SCOPERTA DELL'IGNOTO.
Un grande viaggiatore merita un posto d'onore
nella storia: Pietro della Valle, nato a Roma l'11 Aprile 1586. Discendente
da una valorosa e ricchissima famiglia patrizia era uomo di grande cultura,
conoscitore della Sacra Scrittura, degli Evangeli, del latino e del greco,
di cui ne conosce la mitologia; impara e scrive correttamente il persiano,
il turco e l'arabo e delle loro popolazioni conosce sia la storia che
la geografia.
Per
contrasto d'amore decise di abbandonare Roma e di intraprendere un lungo
viaggio alla scoperta di paesi nuovi che potessero arricchire e nobilitare
l'animo umano. Il medico Mario Schipano gli consigliò di andare in Palestina
affinché, meditando sulle piaghe del Redentore, risanasse le proprie.
Così l'8 giugno 1614, all'età di 28 anni, partì per un lungo viaggio che
durò 11 anni e 9 mesi attraverso la Turchia, l'Egitto, l'India e la Persia.
In quest'ultimo Paese soggiornò per un lungo periodo ed ebbe contatti
diretti con lo Scià Abbas I; a Baghdad sposò Sitti Maani, di nazionalità
Assira e di illustre discendenza, ma la perse all'età di 23 anni. Per
lui fu un durissimo colpo, al punto che fece imbalsamare il suo corpo
e lo portò con sé nel resto del viaggio finché, al suo rientro a Roma,
le diede degna sepoltura.
Cartina del viaggio
La
descrizione dei suoi viaggi è contenuta in 54 lettere dirette al suo amico
medico Mario Schipano; la prima parte delle lettere, riguardante il suo
viaggio in Turchia, fu pubblicata a Roma nel 1650, le altre tra il 1657
ed il 1663 dai figli. Fu proprio nel viaggio in Turchia che si imbatté
nella meraviglia delle meraviglie, conobbe “l'Angora". Egli descrisse
questi gatti come segue: "la loro grandezza e la loro bellezza stanno
nel colore e nel pelo sottile, lucido, delicato come la seta e così lungo
che, pur essendo riccio, in qualche punto è ricadente e inanellato, in
particolare alla gorgiera, sul petto e sulle gambe. La parte più bella
del loro corpo è la coda, molto lunga e tutta ricoperta di peli lunghi
e sottili, che i gatti portano rovesciata sul dorso, come gli scoiattoli;
la punta tenuta in alto a forma di pennacchio, è molto gradevole a vedersi.”
Questi gatti sono di una bellezza e
di una rarità come i " barbet"* lo sono tra i cani.
Di questo grande viaggiatore resta un diario inedito, relativo al periodo
successivo al suo rientro a Roma, da cui apprendiamo la sua eterogenea
attività di poeta, musico, compositore, inventore di nuovi strumenti musicali,
orientalista e consigliere. Fu ascoltato persino dal Pontefice, proprio
in materia di missioni orientali. Dopo i suoi numerosi e lunghi viaggi,
decise finalmente di fissare la sua dimora a Roma dove lavorò come accademico.
Gran parte dei suoi scritti sono custoditi a Roma all'interno della Biblioteca
Vaticana.
*cane da ferma ormai raro,
dal pellame lucido e forlto = folto in larghi fiocchi, con mantello macchiato
di bianco.
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